L’ arrivo di Iliad porterà ad una rivoluzione low cost nella telefonia italiana. Del resto quello che succederà da noi lo si è già visto in Francia, dove Iliad ha debuttato nel 2011 con Free Mobile. Lì si sono moltiplicate le compagnie telefoniche e si sono dimezzate le tariffe. Qui da noi succederà qualcosa di simile anche se i prezzi dei nostri gestori, va detto, sono già di partenza più bassi di quelli proposti in Francia al lancio della rivoluzionaria Free.

Non per questo Iliad è meno temuta. Per chi si fosse perso qualche passaggio, stiamo parlando del nuovo quarto operatore di telefonia mobile, nato a seguito della fusione di Wind con H3G. Dall’ unione delle due compagnie prime rivali, si è liberato spazio sul mercato. E i francesi di Iliad ci si sono piazzati, annunciando una grande rivoluzione low cost nella telefonia mobile italiana.

Dall’ annuncio i gestori già operativi, i cosiddetti incumbent, hanno iniziato le grandi manovre per rispondere a quello che si preannuncia uno tsunami tariffario. Ma è solo l’ inizio. E’ in corso un processo di sdoppiamento, come lo definiscono gli amici di UpGo.news, nel mondo delle telco italiane. Ogni operatore lancerà e potenzierà una propria offerta a basso costo.

TIM ad esempio ha lanciato Kena Mobile, proprio per intercettare quel tipo di pubblico. Vodafone sta lavorando a qualcosa con il progetto VEI che dovrebbe debuttare già il prossimo autunno. In entrambi i casi parliamo di compagnie telefoniche ufficialmente indipendenti ma che sono di proprietà diretta delle big company e che, ovviamente, offriranno servizi utilizzandone la stessa rete radiomobile. Magari con qualche limitazione, come con Kena Mobile che pur essendo TIM in tutto, non ha accesso al 4G del gestore madre.

Un processo molto simile a quanto visto un decennio fa con la liberalizzazione del mercato aereo e l’ esplosione delle offerte low cost stile Ryanair. In pochi anni, ogni grande vettore possedeva un proprio alter ego senza fronzoli, semplice, a prezzi stracciati. Ecco, nella telefonia potremmo assistere, tra questa ultima parte di 2017 e il 2018 ad un processo simile.

Una moltiplicazione di brand che infatti ha portato Wind Tre a fondersi, senza rinunciare alla doppia presenza sul mercato. Nonostante siano ormai un’ unica compagnia, entrambe continueranno a giocare sul mercato separatamente. Proprio perché una in futura, tenderà a concentrarsi nel settore low cost, intercettando questa nuova crescente domanda fatta soprattutto da giovani utilizzatori di dispositivi Android di fascia bassa.

Compagnie telefoniche. TIM sempre più verso i contenuti

Mentre le compagnie svilupperanno una strategia low cost inedita, c’ è anche la pressione dei contenuti. Tutti i grandi gruppi stanno provando a virare verso il quadruple play, offrendo, oltre che chiamate e connessioni internet anche contenuti, come film, serie e sport da vedere su più dispositivi possibili, anche mobili con le piattaforme Android e Apple IOS. E’ il caso in Italia di TIM, controllata da Vivendi che sta pensando, stando ai rumors di queste ore, ad una integrazione più stretta con la divisione francese di CanalPlus.

Telecom Italia continuerà il proprio percorso dopo l’ addio di Flavio Cattaneo approfondendo sempre di più, come raccontata da UpGo.news, anche il proprio ruolo di media company. Insomma, a breve TimVision sarà un vero e solido concorrente di Netflix. Sul piatto c’ è la Serie A di calcio, i cui diritti vanno ancora assegnati ma anche serie e film che TIM potrebbe iniziare a produrre in casa sfruttando la sinergia con Vivendi.

Compagnie telefoniche italiane. 2018 più low cost e più contenuti ultima modifica: 2017-07-28T10:32:32+00:00 da admin